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Google Ads: cos’è e come funziona

Tempo di lettura: 6 minuti

Come si creano gli annunci a pagamento su Google? Per intenderci, sono quelli che si trovano all’inizio dei  risultati Google dopo aver digitato una ricerca, visualizzabili come immagini o link contrassegnati come “annunci”.

Cos’è Google Ads (prima chiamato Adwords fino al 2018)? Come funziona? Google Ads è uno strumento creato per pianificare campagne di advertising sulla rete di ricerca ma anche sui siti partner del colosso Google. E’ uno strumento molto utile e può essere molto efficace se ben integrato in un piano di marketing.

Per sfruttare Google Ads basta essere in possesso di un account Google e andare a questo link: https://ads.google.com/intl/it_it/home/

google ads annunci

I risultati organici che vengono restituiti  nel browser sono solo 10 per la prima pagina, è quindi ovvio che in molti settori che vedono tanti competitor, spesso non è sufficiente una buona attività di SEO (search engine optimization) per posizionare il proprio sito su Google. Per questo motivo può essere necessario attivare qualche campagna di Google Ads che può essere abbinata anche a una serie di attività di Facebook e Instagram advertising.

Prima di tutto bisogna individuare le corrette keywords, parole chiave, con cui vuoi essere trovato e con cui quindi vuoi che compaiano i tuoi annunci.

Le keywords sono parole o frasi che si pensa possano essere utilizzate dai potenziali clienti quando fanno la  ricerca di prodotti o servizi che offri anche tu. Il meccanismo è semplice, si abbinano le parole chiave all’annuncio creato così che, quando vengono digitate quelle parole, verrà mostrato l’annuncio, o verrà mostrato quando l’utente visita siti con contenuti correlati al prodotto o servizio che vogliamo vendere. Per trovare le giuste keywords si possono utilizzare anche diversi tool online, ma spesso sono a pagamento. Un aiuto gratuito può essere fornito invece da Google Trends. Provate a consultarlo prima di fare il vostro annuncio.

Ma comparire non è comunque così semplice. Google infatti sceglie quali annunci far vedere o meno. Infatti ogni volta che un utente fa una ricerca o visita un sito che mostra annunci Google Ads, si svolge una veloce asta. Vince chi ha un punteggio migliore. Google Ads calcola il ranking dell’annuncio e questo determina se sarà pubblicato o meno e in quale posizione farlo visualizzare.

Tra i vari tipi di annunci più attrattivi ci sono quelli Display: annunci testuali e grafici (come i banner) o video che Google mostra all’interno di siti web suoi partner. Ci sono anche gli annunci di tipo Shopping che vengono utilizzati per gli e-commerce. Sono costituiti dalle immagini dei prodotto corredate da marca, descrizione e prezzo. Questi compaiono di solito in alto e ben in vista nella pagina dei risultati Google.

Sono stati introdotti poi gli annunci con posizionamento all’interno di Gmail: le sponsorizzate si vedono nella cartella di posta come e-mail con dicitura Ann. Ci sono anche gli annunci Youtube, per i video.

METODI DI PUBBLICAZIONE, OFFERTA E ROTAZIONE

Possiamo decidere di far pubblicare il nostro annuncio in due modi, standard o accelerato. Nel caso si scelga standard, la pubblicazione si spalma nell’arco della giornata facendo vedere l’annuncio ogni tot ricerche. L’accelerato invece si utilizza quando vogliamo accelerare appunto le cose, che sia per mancanza di tempo o altre ragioni, come offerte in corso che durano poco tempo. In questo modo si visualizzeranno gli annunci ogni volta che viene digitata una parola chiave pertinente al nostro annuncio. In questo caso però sarà necessario avere più budget da mettere a disposizione.

L’offerta invece è la strategia che decidiamo di adottare, per essere competitivi all’asta. Può essere manualmente o automatica.

Per la rotazione degli annunci, invece, se se ne hanno più di uno attivi, si consiglia di scegliere quella ottimizzata. In questo modo Google mostra l’annuncio che riceve maggior interazione rendendo più efficiente la spesa del tuo budget.

COME SI DETERMINA IL RAKING DEGLI ANNUNCI

Il ranking dell’annuncio fatto con Google Ads è determinato da diversi fattori.

Offerta: viene determinata quando si fissa l’importo massimo che si è disposti a spendere per un clic sull’annuncio se si imposta una campagna a strategia di offerta in PPC (Pay per Click).

Da specificare che spesso l’importo effettivo che si spenderà è inferiore a quello che abbiamo indicato nella creazione dell’annuncio ed è possibile in ogni momento cambiare l’offerta, sospendere l’annuncio e  riprenderlo o cancellarlo.

Qualità: questo vale sia per l’annuncio in sé che per la pagina web di destinazione, dove gli utenti atterrano cliccando sull’annuncio. Per una buona qualità è necessaria la pertinenza dell’annuncio rispetto alle parole chiave, ma anche l’utilità del tuo annuncio per l’utente. Sono previste inoltre delle soglie minime di qualità da rispettare. Se una volta attivata la campagna non vedete visualizzazioni, è probabile che dovrete rivedere la qualità del vostro annuncio.

Contesto: le probabilità di essere visualizzati o meno dagli utenti dipende inoltre da altri fattori come il punto geografico della ricerca o se l’utente sta usando un dispositivo mobile e la tua pagina di destinazione non è responsive a quel dispositivo. In questo ultimo caso Google tenderà a non farlo vedere per non dare una cattiva esperienza all’utente.

Formati ed estensioni dell’annuncio: quando si crea un annuncio si ha la possibilità di aggiungere informazioni (dette estensioni) come il numero di telefono o altri link a pagine specifiche del sito web. Google Ads valuta anche l’impatto di queste estensioni e i formati dell’annuncio.

QUANTO COSTA GOOGLE ADS?

Purtroppo non c’è un consiglio sul budget da spendere che può essere valido per tutti. Se la competitività è alta nel tuo settore, allora è ovvio che dovrai destinare un budget maggiore per assicurarti di essere visto. E’ meglio, in ogni caso, fare piccoli esperimenti per capire qual è la combinazione migliore per il tuo prodotto e servizio, sia a livello di offerta per l’annuncio sia a livello di qualità dell’annuncio.

A differenza di altre pubblicità, come sui mass media, su Google non si paga la semplice visualizzazione dell’annuncio ma si può impostare di pagare solo se l’utente clicca sull’annuncio per saperne di più, per esempio.

Google Ads consente molte e diverse strategie che si adattano a vari tipi di strategie e campagne. Si può anche scegliere l’obiettivo della nostra campagna tra: clic, impressioni, conversioni o visualizzazioni. Un clic costerà di più che una visualizzazione, ma costerà meno di una conversione, per esempio.

Ad avere il pieno controllo sul budget speso su Google Ads, comunque, sei sempre tu. Quindi si possono fare modifiche per aggiustare il tiro in base ai risultati raggiunti.

Da ricordare che nei giorni in cui l’annuncio riscuote maggiore successo, Google Ads potrebbe spendere fino a un 20% in più del tuo budget giornaliero medio in modo da non perdere clic. Tuttavia nei giorni successivi il budget viene in automatico regolato e ridotto così da non farti superare il limite massimo che hai impostato nel lasso di tempo che hai inserito.

COME OTTIMIZZARE LA CAMPAGNA?

L’importante, come già detto, è che la campagna su Google Ads venga controllata costantemente così da poterla ottimizzare tenendo presente il ROAS (ossia il ritorno del tuo investimento ADS). Sembra scontato ma spesso non lo è, bisogna fare attenzione agli incassi rispetto alla spesa per clic. Se abbiamo un ritorno di 1 euro rispetto ai 2 euro spesi è ovvio che non convenga continuare con questa combinazione per l’annuncio.

Se invece abbiamo molti clic e visualizzazioni sul sito di destinazione ma non si converte in acquisti, nel caso di vendita di prodotti, o in lead, cioè acquisizione contatti, allora dovremo andare ad analizzare cosa non funziona nella pagina di destinazione visto che l’annuncio sta funzionando. Potrebbe essere una pagina che non risponde bene, lenta a caricarsi, oppure non chiara nei testi e nelle informazioni. Le call to action sono giuste? Se è tutto ok allora forse sono da rivedere le parole chiavi per l’annuncio o distribuire meglio il budget. Da valutare anche la possibilità di fare remarketing, ossia andare a intercettare chi è già atterrato sul proprio sito web e quindi si è già mostrato interessato ma non ancora convinto per acquistare. Un’altra valutazione da fare potrebbe essere quella di abbassare i propri obiettivi. Invece di vendere perché non acquisire contatti? Così da raggiungere l’utente successivamente con altri annunci più persuasivi, magari anche su altri canali come Facebook grazie alla creazione di pubblici personalizzati.

Si consiglia di modificare e ottimizzare la propria campagna dopo 2-3 settimane di attivazione per avere abbastanza dati.

Google Ads permette di intercettare le persone che hanno determinati comportamenti sul web. Google è infatti in grado di identificare questi utenti grazie ai cookies raccolti nel tempo. Si possono anche creare dei segmenti di pubblico personalizzati per intenzione.

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