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Le PMI e la sfida della digital transformation: non si può più rimandare. Scopri i vantaggi

Le PMI e la sfida della digital transformation: non si può più rimandare. Scopri i vantaggi

Tempo di lettura: 5 minuti

Il 2020 e la pandemia da Covid-19 hanno reso ancora più evidente la necessità si velocizzare il processo di digitalizzazione delle piccole e medie imprese.

Il DESI (Digital Economy and Society Index) – indice creato dalla Commissione UE per misurare e monitorare i progressi dei Paesi europei in termini di digitalizzazione dell’economia e della società – fa emergere una realtà amara del panorama italiano.

Il livello di digitalizzazione delle PMI in Italia è al di sotto della media europea. Si pensi che solo per le vendite online le nostre piccole e medie imprese si attestano al 26esimo posto su 28. Eppure l’Italia è sempre stata tra i Paesi più creativi e rivoluzionari, non possiamo continuare a rimanere indietro in questo ambito.

Migliorare la digitalizzazione aziendale, oggi ancora più di ieri, è la sfida che ogni impresa dovrebbe porsi. Il 2021 può essere l’anno giusto per chi ancora non ha avviato questo processo.

La tecnologia è entrata nella quotidianità ormai di tutti: anche solo grazie a uno smartphone possiamo accedere a un vasto mondo di servizi e informazioni. Anche quegli “elefanti” che sono le amministrazioni pubbliche stanno digitalizzando sempre di più i loro servizi.

Ma in Italia l’85% delle piccole e medie imprese è a conduzione familiare, hanno una mentalità ancora vecchio stampo e sono restie al vero cambiamento. Oppure, semplicemente, non sanno come fare. Il dato allarmante è che solo il 50% di queste imprese familiari arriva alla seconda generazioni e il 10% alla terza.

Cosa vuol dire? Queste imprese non sono “resilienti”, non sono in grado di adattarsi al mercato in evoluzione.

Uno degli ostacoli principali alla trasformazione digitale è sicuramente la mancanza di figure specializzate in questo settore all’interno delle aziende. Spesso e volentieri, inoltre, manca proprio l’idea delle enormi potenzialità che la digitalizzazione potrebbe portare alla propria attività. E quindi non si cerca neanche di integrare questa figura o cercare un consulente esterno.

Digitalizzare non significa solo inviare e-mail, archiviare in file word o excel. Digitalizzare vuol dire adattare tutti i processi aziendali alle esigenze di velocità ed efficienza imposte dall’era digitale. A richiederlo sono in primis i consumatori che pretendono il miglior risultato nel più breve tempo possibile.

La digitalizzazione di un’impresa passa dalla visibilità online, attraverso un sito web per esempio, e dalla capacità di sfruttare tutti i mezzi di marketing e comunicazione digitale. Nonostante l’80% delle PMI dichiari di avere un proprio sito web, sono molto meno le aziende che hanno siti veramente performanti, aggiornati, responsive a tutti i dispositivi ma anche accattivanti, con belle immagini, video e testi chiari.

Leggi: Le regole per un sito web perfetto

Inoltre, tra chi si è già buttato – o almeno ci prova – sull’Advertising online c’è chi punta solo ai social network con budget molto limitati e senza una pianificazione dei contenuti.

Leggi: Cos’è un Piano Editoriale e come crearlo per i social aziendali

Riuscire invece a sfruttare al meglio questi canali può portare davvero a raggiungere le persone giuste al momento giusto, aumentando il bacino dei tuoi clienti.

Leggi: Usare Facebook Ads: piccola guida per evitare errori da principianti

Come abbiamo già accennato, solo il 10% delle imprese di piccola e media dimensione, inoltre, investe in un canale e-commerce di proprietà.

Leggi: Aprire un negozio online: regole base per fare un e-commerce

LA SOLUZIONE? UNA VERA STRATEGIA DI DIGITAL MARKETING, MA NON SOLO

Il digital marketing rappresenta la chiave per vincere questa sfida.

Attraverso una vera strategia che comprenda tutti i canali e le potenzialità del mondo del web è possibile integrare in modo fruttuoso la comunicazione con, per esempio, blog, social media, e-commerce, email marketing, advertising, strategie di brand awareness.

Ma come già detto la digitalizzazione può riguardare tutti i processi di un’azienda. Ecco che compaiono nel panorama generale anche i software personalizzati, database e archivi digitali, oltre ad altri strumenti che rendono la PMI veramente digitale in tutto, diventando anche più sostenibile a livello di costi ma anche di impatto sull’ambiente. Pensate a quanta carta quotidianamente viene sprecata sui posti di lavoro.

GLI INCENTIVI STATALI ALLA TRASFORMAZIONE DIGITALE

Negli ultimi anni sono nati diversi progetti per la digital transformation, molti imprenditori italiani hanno compreso l’importanza di questo passaggio. Questa spinta al cambiamento è voluta anche dallo Stato italiano che, attraverso il Piano nazionale “Impresa 4.0”, ha fatto nascere diversi incentivi e agevolazioni per le PMI grazie al lavoro del Ministero dello Sviluppo e dell’Economia.

Primo fra tutti gli strumenti messi a disposizione c’è il Voucher Innovation Manager.

Il Decreto Agosto del Ministero dello Sviluppo Economico, MISE, ha stanziato altri 50 milioni di euro per il 2021, a fondo perduto, per il sostegno all’innovazione delle imprese italiane.

Il MISE ha anche creato un albo degli Innovation Manager tra cui scegliere per poter accedere a questo contributo. Il Voucher prevede che questo professionista esterno all’azienda lavori con essa per un periodo di almeno nove mesi.

Il contributo viene concesso in percentuali diversificate in base alla dimensione dell’impresa:

  • il 50% dei costi sostenuti entro il limite massimo di 40mila euro per le micro e piccole imprese;
  • il 30% dei costi sostenuti entro il limite massimo di 25mile euro per le medie imprese.

Inoltre, se nel progetto che la PMI presenta al MISE si prevede l’introduzione di tecnologie in linea con il  Piano nazionale “Industria 4.0“, il contributo per l’acquisto delle consulenze specialistiche è riconosciuto in misura pari al 50% dei costi sostenuti entro il limite massimo complessivo di 80mila euro.

Cosa rientra nelle voci di spesa sostenibili? Abbiamo:

  • integrazione e sviluppo digitale dei processi aziendali
  • big data e analisi dei dati
  • cloud, fog e quantum computing
  • cyber security
  • tecnologie Next Production Revolution (NPR)
  • simulazione e sistemi cyber-fisici
  • prototipazione rapida
  • sistemi di visualizzazione, realtà virtuale (RV) e realtà aumentata (RA)
  • robotica avanzata e collaborativa e interfaccia uomo-macchina
  • manifattura additiva e stampa tridimensionale
  • internet delle cose e delle macchine
  • digital editing
  • programmi di open innovation.

Possono richiedere il Voucher Innovation Manager le micro, piccole e medie registrate secondo la normativa: “Raccomandazione 2003/361/CE e Decreto ministeriale 18 aprile 2005”. Queste PMI devono avere sede in Italia o almeno una sede operativa in Italia. Devono inoltre essere iscritte al registro delle imprese e non avere procedimenti di liquidazione in corso.

Il termine ultimo per l’invio al MISE delle richieste di erogazione a saldo è fissato al 20 dicembre 2021.

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CONCLUSIONE

Affrontare il cambiamento verso la digitalizzazione è diventato ormai imprescindibile alla salute dell’impresa. Non solo permette di avere strumenti più rapidi per raggiungere i clienti, ma permette anche di avere sul lungo periodo importanti ritorni di investimento, scoprire mercati nuovi, essere più sostenibile ed essere competitivo sul mercato.

Le abitudini degli italiani, e  non solo, sono cambiate con l’arrivo dell’emergenza sanitaria e l’obbligo di stare in casa. Non a casa le consegne di Amazon, per fare solo un esempio, sono più che quadruplicate rispetto all’anno precedente. Moltissimi servizi sono ormai a portata di un click, inutile illudersi che la digitalizzazione non serva alla tua impresa.

Hai un progetto per il 2021? Hai bisogno di consulenti qualificati che ti accompagnino in questo percorso? I professionisti di Dedeho, iscritti nell’elenco del MISE, possono aiutarti a vincere questa sfida!

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